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La cefalea è un termine generico che significa dolore al capo.

Almeno il 95% della popolazione mondiale almeno una volta nella vita ha avuto un mal di testa.

Le cefalee si distinguono in primarie, nelle quali non si riesce a identificare una precisa causa. Cefalee secondarie, ovvero quelle che avvengo conseguentemente ad altri disturbi ben identificabili.

Le cefalee primarie sono l’emicrania, la cefalea muscolo tensiva, le cefalee a grappolo e le cefalee autonomico-trigeminali, altri tipi.

Tra le cefalee secondarie troviamo quelle dovute a trauma cranico o cervicale, disturbi vascolari cranici o cervicali, all’uso di sostanze chimiche, dovute ad infezioni, dovute a disturbi facciali, del cranio del collo, tutte le parti della testa, cefalee da disturbi psichiatrici.

 

 

cefalea legnago

Poi ci sono altri tipi di cefalee più rare dovute a disturbi del sistema nervoso centrale.

L’emicrania, una forma di cefalea molto diffusa, può presentare l’aura oppure no. L’aura è una serie di sintomi che accompagnano la fase del dolore.

L’emicrania è la forma di cefalea più frequente, colpisce il 15-25% della popolazione generale con predominanza nel sesso femminile con rapporto 3 : 1.

La cefalea muscolo-tensiva è molto diffusa. Di solito è episodica. Nel 10% delle persone che ne soffrono ricorre frequentemente. In circa il 3% degli adulti e dei bambini che ne soffrono è cronica.

Un tipo di cefalea secondaria molto diffusa è quella da eccessivo uso di farmaci. Colpisce l’1-2% degli adulti, maggiormente donne, e circa lo 0,5% dei bambini e degli adolescenti.

L’inquadramento delle cefalee deve essere fatto sempre da un medico.

 

Il trattamento sintomatico dell’emicrania nella medicina convenzionale è basato sull’uso di antinfiammatori, antidolorifici, farmaci specifici come i triptani, associati o meno a farmaci per la nausea e il vomito.

Esiste anche il trattamento preventivo che ha lo scopo di ridurre la frequenza e l’intensità degli attacchi.

I farmaci per il trattamento preventivo possono essere associati alla terapia sintomatica. I farmaci più usati nel trattamento preventivo sono: betabloccanti, topiramato, amitriptilina, candesartan, flunarizina, etc.

Esistono trattamenti terapeutici della cefalea e dell’emicrania anche con tecniche e medicine non convenzionali. Questa alternativa che può essere associata anche alla medicina convenzionale prevede l’uso di rimedi o tecniche terapeutiche singole oppure associate insieme. Da studi posturologici è emerso che molti casi di emicrania trovano elementi scatenanti in disturbi posturali.

La valutazione del posturale tiene conto non solo della postura nel senso della struttura osteo-muscolo-scheletrica in relazione allo spazio, ma anche ciò che può condizionare negativamente una postura corretta a partire da cause apparentemente disgiunte dall’equilibrio posturale come: disturbi digestivi, fattori stressanti, disturbi dell’orecchio e dell’equilibrio, etc…La valutazione posturale è sempre molto importante.

Nel trattamento dell’emicrania con agopuntura e auricoloterapia si ottengono risultati molto importanti. Ciò è confortato anche dalla letteratura medica internazionale.

La valutazione multidisciplinare del paziente è fondamentale per conoscere il tipo di mal di testa di cui soffre contestualizzato alle sue abitudini di vita, eventuali farmaci assunti, problematiche e abitudini scorrette. Spesso si ottengono ottimi risultati con l’approccio multidisciplinare.

L’approccio con medicine integrate, cioè la convenzionale, la posturologia, l’auricoloterapia, la medicina manuale e la dietologia portano alla risoluzione di numerosi casi di cefalea e emicrania.

È interessante vedere come alcuni tipi di mal di testa siano correlati a stress. Non è casuale che molti punti di agopuntura e auricoloterapia per il trattamento della cefalea e dell’emicrania siano punti in comune con il trattamento dell’ansia, la depressione, disturbi metabolici, etc…

Il trattamento della cefalea e dell’emicrania si presta molto ad essere trattato sia solamente con tecniche non convenzionali che parallelamente a quelle convenzionali.

Nel caso di successo terapeutico delle tecniche non convenzionali è possibile ridurre fino a sospendere la terapia con farmaci convenzionali, cosa molto gradita a un gran numero di pazienti.

 

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